In questa sezione abbiamo inserito le domande e le relative risposte che ci troviamo quasi quotidianamente a dare a chi, come te, si approccia al mondo della finanza agevolata.

Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità nel mondo dei finanziamenti alle imprese segui la nostra pagina news. 

In ogni caso, se qualcosa non ti è chiaro, o semplicemente vuoi saperne di più contatta i nostri consulenti alla mail formazione.vi@sviluppoformazione.it o chiamaci allo 0444/1832190. 

La tua domanda potrebbe essere utile a molti altri. 

Molto spesso capita, infatti, che gli imprenditori non conoscano le agevolazioni a loro rivolte rinunciando inconsciamente ad ottenere aiuti economici cui hanno diritto. 

Questa pagina vuole essere una guida per tutti, perché la finanza agevolata è un’opportunità per la crescita e lo sviluppo di ciascuna realtà aziendale e conseguentemente dell’intero sistema economico. 

Formazione finanziata

Cosa sono i Fondi Paritetici Interprofessionali?

I Fondi Paritetici Interprofessionali sono organismi costituiti da parti sociali datoriali e sindacali. In Italia sono attivi più di 20 fondi interprofessionali, che vanno a coprire ogni settore lavorativo e tipologia di CCNL.

Hanno lo scopo di incentivare ed agevolare la formazione dei lavoratori delle imprese italiane.

Come fa un’azienda a beneficiare dei finanziamenti di un fondo paritetico Interprofessionale?

Per poter beneficiare dei finanziamenti un’azienda deve aderire al fondo stesso.

L’adesione al fondo permette di recuperare parte dei contributi previdenziali obbligatoriamente versati all’Inps e destinarli alla formazione dei propri lavoratori.

Con quali risorse viene finanziata la formazione?

Le aziende possano destinare ad un fondo interprofessionale lo 0,30% dei versamenti mensili dovuti all’INPS per ogni dipendente. Se non si destinano ad un fondo interprofessionale i contributi sono trattenuti dall’INPS e versati per il 50% al fondo di rotazione per la formazione professionale e per il restante 50% al fondo sociale per l’occupazione e la formazione.

Quali categorie di lavoratori possono partecipare alle attività formative?

Possono essere beneficiarie della formazione tutte le categorie di lavoratori e precisamente:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • dirigenti
  • quadri
  • impiegati
  • operai
  • apprendisti
  • soci lavoratori delle cooperative;
  • operai agricoli;
  • lavoratori di imprese municipalizzate ed ex Aziende di Stato;
  • personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato

Quali sono le categorie di lavoratori non ammessi?

  • Lavoratori o soci retribuiti esclusivamente con partecipazione agli utili o al prodotto dell’azienda;
  • Dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni;

Sacerdoti e religiosi;

Quali sono le tipologie di finanziamento per la formazione?

Vediamo alcune modalità con cui i fondi interprofessionali finanziano attività formative.

Fondo di rotazione. L’azienda (singolarmente o in gruppo) partecipa al bando elaborando un proprio piano formativo. Il progetto viene valutato da una commissione che decide sulla sua approvazione. In caso di esito positivo l’azienda otterrà il finanziamento.

Conto Formazione Aziendale. L’azienda elabora un progetto che verrà sottoposto alla commissione di valutazione formale. In questo caso, però, l’azienda ha a disposizione direttamente i propri versamenti. 

Conto Formazione di Gruppo o Conto Sistema. Più aziende danno mandato ad un ente esterno (accreditato) che si occuperà dell’elaborazione dei progetti e delle pratiche burocratiche. 

Voucher. L’azienda invita singoli lavoratori a partecipare a corsi formativi che generalmente sono contenuti nei cataloghi accreditati dal fondo.

L’adesione al fondo

Ogni azienda può aderire ad un solo fondo.

L’adesione è volontaria, revocabile e completamente gratuita.

È possibile spostarsi da un fondo all’altro, trasferendo il 70% dei versamenti maturati nel conto formazione aziendale, a patto che siano rispettati i seguenti requisiti:

non essere piccola o micro impresa (imprese autonome con meno di 50 dipendenti ed un fatturato o un bilancio totale annuale non superiore a 10 milioni di euro);

entro 120 gg dall’adesione al nuovo fondo deve essere comunicata la revoca al fondo di provenienza e la richiesta di “portabilità” dei versamenti;

l’importo da trasferire al nuovo fondo deve essere di almeno 3.000 €.

Quale tipo di formazione è possibile finanziare attraverso i fondi?

Non ci sono limitazioni sulla tipologia e l’oggetto dei corsi. I progetti, infatti, vengono elaborati direttamente dall’azienda proponente secondo le sue specifiche esigenze formative, in base alle norme elaborate da ogni singolo fondo interprofessionale.

Quali sono le finalità formative?

I finanziamenti dei fondi paritetici sono alimentati attraverso prelevamenti provenienti dai versamenti contributivi delle aziende e vanno impiegati per la professionalizzazione e l’aumento delle competenze dei loro lavoratori.

Quali modalità formative sono ammesse?

Sono ammesse modalità formative a docenza diretta (in aula o esperienziali), online, in affiancamento.

Quali voci di costo sono rimborsate?

I progetti formativi consentono di recuperare tutti i costi relativi alla formazione:

costi di docenza

materiale didattico

costi di progettazione, coordinamento e rendicontazione (comprese le eventuali spese di trasferta e vitto dei partecipanti).

È possibile utilizzare personale interno come docenti, tutor?

Si è possibile. I fondi interprofessionali consentono di utilizzare le risorse umane interne come docenti, coordinatori, attività di segreteria e rendicontazione, ma anche come tutor per periodi di affiancamento.

Il requisito richiesto è che le risorse umane interne posseggano esperienza e competenze documentate per lo svolgimento di tali attività.

Il fondo prevede un rimborso per i lavoratori interni impiegati nel piano formativo pari al costo orario aziendale del lavoratore moltiplicato per il numero di ore in cui è stato impiegato nel progetto.

È possibile formare i dirigenti?

Si, anche i dirigenti versano lo 0.30% dei contributi di competenza, quindi rientrano tra le categorie che possono beneficiare degli aiuti per la formazione. Esistono alcuni fondi interprofessionali specifici per dirigenti (esempio: Fon.Dir, Fondirigenti).

Consigli pratici

Scegliere un fondo piuttosto che un altro può influire molto sulle risorse disponibili per la formazione.

Il consiglio è sempre quello di farsi seguire nella scelta del fondo e negli espletamenti burocratici (dall’adesione alla presentazione del progetto) da un consulente o da un ente accreditato proprio per evitare, come detto sopra, di commettere errori che possono portare alla perdita di chanches.

Finanza agevolata

A cosa serve la finanza agevolata?

La finanza agevolata è uno strumento finanziario entrato a far parte dell’economia aziendale.  È utile per reperire le risorse necessarie a finanziare investimenti, a condizioni più vantaggiose, in ottica di crescita e sviluppo.

Chi fornisce le risorse?

Attraverso bandi pubblici l’Unione Europea, lo Stato, le Regioni, le Province, mettono a disposizione risorse finanziarie destinate alle imprese che effettuano investimenti.

A quanti bandi si può accedere?

Un’azienda può partecipare a più bandi ottenendo, in caso di esito positivo, agevolazioni per ogni tipo d’investimento.

Ad esempio: un’azienda che ottiene agevolazioni per acquisto/rinnovazione di macchinari o impianti, può richiedere contemporaneamente contributi per la formazione del personale, per nuove assunzioni o per ottenere determinate certificazioni ambientali.

Quali tipologie di investimento possono essere finanziate?

A seconda della tipologia di bando, possono esser finanziati:

Investimenti materiali: interi sistemi produttivi e macchinari di durata pluriennale, attrezzature con una vita media più breve e l’utensileria che serve per lo svolgimento dell’attività;

Investimenti immateriali: costi per attività di ricerca e sviluppo, brevetti e licenze.

Contributo in conto capitale: o cosiddetto “a fondo perduto”.

Contributo in conto esercizio: agevolazione concessa per contribuire alle spese di gestione

Contributo in conto interessi: agevolazione concessa per abbassare il tasso di interesse applicato al finanziamento dell’impresa beneficiaria.

Credito agevolato: finanziamento concesso a condizioni agevolate.

Concessione di garanzia: l’agevolazione consiste nell’offrire garanzie per finanziamenti a medio e lungo termine che altrimenti l’imprenditore non sarebbe stato in grado di fornire.

Come è costituito un bando

Nel bando solitamente sono indicati:

– obiettivi

– soggetti beneficiari (chi può partecipare)

– localizzazione degli interventi 

– attività finanziabili 

– quantificazione delle risorse disponibili e loro eventuale ripartizione

– tipologia delle risorse

– procedura per la presentazione delle domande (elenco della documentazione da presentare)

– eventuali impedimenti alla partecipazione

– tempistiche per la presentazione delle domande

– modalità di valutazione dei progetti

Come faccio a sapere se il mio progetto è stato approvato

Dopo la presentazione del progetto, corredato di tutta la documentazione necessaria, lo stesso sarà valutato da apposite commissioni. 

All’esito di questa valutazione verrà stilata una graduatoria con l’indicazione dei progetti approvati e la quantificazione della somma liquidata per ciascuno di essi.

Quanto tempo ci vuole per ottenere i benefici?

A questa domanda non possiamo dare una risposta univoca: la tempistica varia dal tipo di agevolazione e dal tipo di bando. 

Per esempio: se si tratta di contributi a fondo perduto, dopo aver presentato la domanda possono trascorrere dai 30 ai 90/120 giorni per conoscere l’esito. Ad approvazione ottenuta l’azienda deve effettuare la rendicontazione dei costi sostenuti. 

Dopo di che possono trascorrere 60/90 giorni per l’erogazione del contributo.

Una volta presentata la domanda e ottenuta l’approvazione l’azienda ha l’obbligo di realizzare gli investimenti?

Dipende dal tipo di bando o di agevolazione. Una volta approvato un progetto l’Ente accantona il contributo e lo destina all’azienda, se non utilizzato potrebbe compromettere progetti o richieste future.

L’azienda, comunque, potrà rinunciare all’investimento o, addirittura, ridimensionarlo (in quest’ultimo caso saranno ridimensionati anche i benefici erogati). Sarà sufficiente darne comunicazione all’ente competente, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

Come capire se il bando è giusto per la mia azienda?

Per prima cosa bisognerà verificare che il Codice ATECO 2007 rientri in quelli previsti per il bando, e che il piano di investimenti che l’impresa intende realizzare sia coerente con quanto previsto. 

In realtà c’è da dire che le imprese ricevono troppo spesso informazioni generiche e incomplete sui bandi e sugli strumenti di finanza agevolata, oppure si procurano autonomamente le informazioni navigando su internet. Purtroppo questo fa perdere tempo e chanches in quanto, spesso, si scopre tardi di non avere i requisiti per accedere al bando o si scopre tardi un bando al quale si poteva partecipare. 

Per evitare ciò sarebbe opportuno che l’impresa si doti di uno strumento per filtrare i bandi o si affidi ad una società di consulenza che la segua e la supporti nella scelta e nell’espletamento delle varie procedure.