Il sistema dei Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua entra in una nuova fase.
Con le Linee Guida da poco pubblicate dal Ministero del Lavoro, viene aggiornato un impianto normativo che era fermo da anni, con un obiettivo chiaro: rendere la formazione finanziata più efficace, tracciabile e strategica.

Da “strumento tecnico” a leva di politica attiva

Le Linee Guida ribadiscono un concetto fondamentale: i Fondi non servono solo a finanziare corsi, ma a sostenere lo sviluppo delle competenze dei lavoratori e la competitività delle imprese.

Per questo:

  • si rafforzano i requisiti di governance e organizzazione dei Fondi;
  • si introducono regole più stringenti su gestione, rendicontazione e controlli;
  • si valorizza la programmazione dei piani formativi, non l’intervento spot.

Cosa cambia nella pratica

Per imprese e operatori della formazione, il messaggio è chiaro:

  • serve maggiore coerenza tra fabbisogni, obiettivi e contenuti formativi;
  • la qualità della progettazione diventa centrale;
  • i risultati della formazione devono essere monitorabili e misurabili.

Un’opportunità per chi vuole investire davvero in competenze

Se utilizzati in modo strategico, i Fondi permettono alle aziende di:

  • finanziare percorsi di aggiornamento, potenziamento e riqualificazione delle competenze;
  • accompagnare l’innovazione tecnologica e organizzativa;
  • sviluppare competenze chiave per il futuro del lavoro.

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